Propositi
Vorrei divorare il cervello del mondo
non mordo che duro cranio
(da "Piste nel deserto" OTMA edizioni)
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Autunno
è cascato un foglietto
da sotto il mio vecchio cuscino.
L'hai scritto tu, un anno fa
l'hai posato dove credevi sarei stato
non potevi immaginare
che l'avrei trovato così.
Avevi scritto parole giuste
su carta perfetta, profumata
adorna del disegno adatto.
Immaginavi forse, che sarebbe servito
che il nostro amore sarebbe sbocciato
o forse no
adempivi solo ad un dovere morale.
So solo che trovarlo adesso
che mi sento instabile e sottile
come una scritta a matita
su un foglio bagnato
mi fa sentire ancora più vuoto.
Cerco un aiuto ovunque
non una risposta, ma almeno un indizio.
Nella mia camera trovo un forziere
dentro, una scatola
dentro ancora, una busta
“tutto ciò che ho” c'è scritto.
Non mi aspettavo niente
ma di certo, qualcosa di più
della mia carta d'identità.
Logora, macchiata, la prima.
La foto stinta, finta sorridente
mi fissa, sola, spaesata
anche lei cerca una risposta
“ne vale ancora la pena?”.
Ho raccolto il foglietto
ho nascosto bene il forziere
e sono tornato a scrivere.

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Ho tutto
Non ho niente
e per fortuna!
Posso scegliere tutto
nel mio mondo
nel mio tempo
ancora per poco
naufragare.
Prendo e scelgo
della vita
lo spirito ruggente.
Ho bisogno di viaggiare
e cantare a squarcia gola
nel buio di una strada scelta solo per il nome
con un buon amico
ed un buon vento fresco.
Ho bisogno di baciare
tastare e ridere
leggero leggero sfiorare
e buttarmi testardo in ogni strada
nel mio oggi
fino alla svolta del domani.
Non ho niente
e la sera torno a casa sudato e stanco
chi è più felice di me?
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Caffè
Caffè, un altro
un'altra sveglia in poche ore
caffè. sì sì sto bene
sveglia che devi correre
caffè
mi serve dell'altro caffè.
Caffè
la fiamma s'inumidisce e si scioglie
bolle il liquido, si compatta
caffè bollente sulla mia lingua
meglio dell'acqua fredda in faccia.
Correre, sempre correre
in motorino sfreccio
di notte, la mattina ed il pomeriggio
stesso colore di cielo
stessa temperatura
stesse persone
stesso impegno
oggi si combatte compagno!
O meglio: qualcuno oggi combatte
altri non hanno abbastanza caffè
e urlano dalle loro ville il da farsi
altri ancora non ne hanno mai bevuto
e si abituano a vivere dentro ad una tv.
Da-te-mi del caf-fè!
che mi sto congelando di rabbia
a scendere dal motorino
tra gente sensata e silenziosa
con gli stronzi sempre in prima fila
a far casino
nel sangue, nelle discussioni
davanti alla polizia e a casa
in politica e nelle manifestazioni
comanda sempre chi urla più forte
ascolta e basta chi pensa fitto
ed io parlo parlo
ed odio odio
odiatemi odiatemi
ma poco mi importa
mi basta avere un altro caffè.
Datemelo oggi che si combatte
domani che si pesca
e dopodomani a letto
prima di morire in pace.
Io digerisco i miei caffè
sei giorni dopo
in motorino.
i piccioni volano lenti
mentre io corro
si librano stanchi sul cielo soffice
il mio sellino...credo sarebbe un ottimo cuscino...
Io combatto per il mio caffè
ai piccioni date pure tutto il resto.
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Arrendersi è sbagliato
Mi ricordo che arrendersi è sbagliato
ma non mi ricordo più il perché
e così non mi arrendo mai
ed anche se non me lo ricordo
so che qualche cosa in premio
prima o poi, arriverà
fosse solo la morte,
qualche cosa arriverà
a ricompensa di ogni fatica.
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Stampelle Alcoliche
Senza coordinate, vago nel vuoto
i miei compagni non mi abbandonano mai
ed io li bacio, ho perso la strada e li bacio.
Ogni bacio è una stampella eterea
nasconde un'altra verità, ancora vera, ancora relativa
è una pausa...conclusioni, delusioni, illusioni...
Nella pausa ci sono errori, necessari, inutili, sinceri
smetto di ascoltarmi per sfamare l'estetica.
E c'era lei e un futuro e sogni di cristallo...
Schegge cristalline mi circondano
le raccolgo con brandelli di coerenza
che sono sorrisi e saluti e passioni...
Ho perso la passione, le parole sono ciniche, sussurrate e rauche
c'è una strana alchimia di sorrisi chimici
vedo solo imitazioni d'idee e di sentimenti.
I sentimenti barcollano e la luce è fastidiosa
la vita corre, io non posso fermarmi
rincorro un treno mentre vomito ubriaco.
(da "Piste nel deserto" OTMA edizioni)

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La Vedova Nera
Un’interminabile esile scalinata
porta alla tana profonda
della vedova nera.
Una zampa dopo l’altra
scende vestita di notte
con la sua ignara preda.
Ha coperto le cicatrici col trucco
il pianto col sorriso
il continuo umido gocciolare
col tremolante bagliore d’una candela sciolta.
Lui è sicuro di sé, almeno ci prova
i suoi artigli smussati
conficcati nella coscia, coperti da una tasca.
Pregusta, povero stupido
il frutto al di là della ragnatela.
Lei risucchia le energie di lui
lui muore con una smorfia estatica.
La donna è sola, dietro la ragnatela.
Osserva: ha fallito anche lui…
Attende, piange vera
nella sua soffice ed affilata galera.
(da "Piste nel deserto" OTMA edizioni)
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La Piazza
In piazza, alle due di notte, in estate
si vedono persone originali.
Cenerentola punk, in allucinata pulsione
insegue affaccendata, Nausea, amante ascella pezzata, nerboruto urlatore truzzo
centralinista-colazione presto- sesso veloce
generazione call centre- facebook- hamburger.
Non c'è ritmo nel caos notturno
le melodie convivono con immense pause
ed il frusciar di foglie e cimbali e sonagli nel vento
accomuna techno raver e pop impiegati.
La luna si avvicina ed il cianciare degli amanti
in tenera gioia, dilegua lampioni
e regala il buio.
Riposo la mia vista.
Stanco.
Sbronzi, nel palazzo d'inferno
si svegliano e sobbalzano
urlano inferociti
al Cla Cla cambio rotaia tram
rombo di moto sgommata
anticipa mandria infuriata
di clacson, ed urla e barriti di gioia:
un'altra squadra ha vinto
e la piazza ne urla le gesta.
La piazza pullula di promesse di cambiamento
e di complotti e di progetti eroici
sospesi nell'aria.
Ci sono occhi che sbocciano nell'ombra
e sospiri di esiliati
lavori persi, sorsate di vino
poeti, drogati, ladri e sognatori
Mr Hide del progresso
in bilico tra ciò che vorrebbero
e ciò che devono volere.
All'alba, i diversi scappano al sorgere del sole
e vampiri a due facce lasciano spazio a sporadici zombie
che chiedono in prestito un sogno normale
per potersi addormentare in pace.
La piazza notturna, isola di eccezioni
babele perpetua d'individui
voce muta di possibilità
e di libere astrazioni.
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Ritualità
Il freddo quest'anno
ha tardato ad arrivare
le persone sono tornate con lui
Milano si è riempita
ed io, non più solo
mi trovo costretto a misurarmi con loro.
Solo, tra l'oscillare dei miei umori
per me e per nessun altro mi muovo
vagabondo tra i rumori.
Intorno, discorsi a caso sul niente
eppure positivi, caldi, invitanti.
Solo nei miei umori
riecheggia ciò che del mondo ho capito
ciò che del mondo ho rielaborato
acquisito e che mi ha costruito
una strana finestra sul mio io
su cui da sempre esisto.
Il cemento è il mio deserto
la strada il mio libro.
Io sono un eremita
che legge e rilegge il suo passato
mi costringo alla scelta ogni giorno, per un'azione
in attesa di un piano migliore
di un progetto completo
un motivo di ritorno.
La notte è calma
il cielo terso, e i pensieri limpidi
e freddi e non possono essere ignorati
scroscianti, blu dipinti
in una pioggia ghiacciata, mentre aspetto
sotto il lampione giallo
e piccole tribù mi passano affianco
condividendo tra loro pretesti
ritualità ammazza silenzi
affascinanti schiavitù d'affetti.
Ed io solo, ancora, con i miei pensieri
triti e ritriti
rimango invidioso a guardali in scacco
cerco contatti non capiti
e scelgo per comodo
la libertà della solitudine.
Solo, nel mio universo libero
inutile, un'emozione tiepida
sfogo tutto, in un urlo insensato
nello spazio sconfinato
in cui non trovo pace.
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Mandragora
“Baby” mi chiamavi.
Bambino.
Chissà quanti sprovveduti hai allevato al tuo seno
tutti “baby innamorati”
infatuati sradicati dalle loro orbite.
Sono cresciuto
e mi guardo indietro
mi hai spolpato, risucchiato, trasformato...
migliorato.
Mi aggiro scettico
nel tuo terreno abbandonato
circondato da tentativi di consolazione
inutili argini alla materia sfusa.
Sono vivo perché mi sveglio la mattina.
Dicevano che il tempo avrebbe cancellato
ma è sparita solo la voglia di ascoltare
e il desiderio di rivivere ricordi
che non riesco a trattenere.
“Aspetta”
Un verbo, una parola
ma dentro me non conta più niente.
Solo nel sonno sono con te
ed ogni notte sbocci
nutrita dai miei sogni
a colmare la tua assenza
con un abbraccio che non c'è.
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Sotterranei
Passo spesso per i sotterranei.
Passo lento per potermeli godere meglio.
Sono vivi
e nessuno li passa a disturbare.
Non ci sono lampioni
né telecamere
né musichette ripetitive;
solo il rumore bianco
a correre intrappolato nel labirinto.
I sensi si distendono
esplorano le imperfezioni.
L'olfatto è appagato
all'imbocco ti attende
odore di muffa e salnitro.
I corridoi caldi ed umidi
si percorrono a luci spente.
Il fumo stantio
delle sigarette passate
gioca con i led degli interruttori
appena percepiti da pupille dilatate
lucine rosse e spirali grigie.
Ogni tubo si mostra all'udito
dal suo gocciolare al suo rimandare
il rimbombo di ogni passo
l'appannaggio di ogni respiro
zampe ed ali silenziose che corrono nel buio..
Le mani sfiorano muri molli e terrosi
radici di metallo e radici vere sfrigolano
al passaggio dei polpastrelli
e i piedi scivolano e sguazzano
in pozze algose:
benzina ed acqua multicolore..
Qua esiste la parola pace.
È un ecosistema reale
l'unico genuino della città.
Muffe e ragni si dividono il soffitto
e moscerini da frutta corrono
con blatte germaniche
fuori da ogni cestino
l'altro lato del nostro consumo.
fuori da ogni cestino
l'altro lato del nostro consumo.
Puzza.
odore di cose che una volta erano vive
prima di essere uccise
disinfettate
ri-sporcate ed inscatolate.
Incattivite dalla cattività.
Giocattoli abbandonati
rotti, dagli occhi sgranati
gli oggetti ti chiamano
raccontano storie
e tu le devi ascoltare
leggere e saperle abbandonare
non lasciare che ti trasportino giù con loro.
Occhietti rossi, squitti
ruggiti miagolati
rachitici gatti, mezzi ciechi, spaventati
solitari ed emaciati
si nascondono al tuo passaggio
da troppo tempo gli uomini qua sono indesiderati
loro sono i nostri figli
ed odiano la vita che gli abbiamo donato.
Ogni tanto, qualcuno uomo scappa
affamato di solitudine
uomini incontrano altri uomini
ed hanno paura.
Si salutano al massimo
ma non si fanno domande
nella fuga siamo tutti invisibili.
“guarda in basso e tira avanti”
“guarda in basso e tira avanti”.
Cosa ci fa qua sotto così tanto di noi
e così pochi di noi?
Perché ci nascondiamo alla nostra vera natura
all'universo di cui siamo dei?
Non ci sporchiamo le mani di noi stessi
spaventati dalla nostra strana prole
dimentichiamo ciò che abbiamo davvero dentro
in fondo ad un tubo
uccisi, disinfettati
ri-sporcati ed inscatolati.

Sotterranei by Giacomo Luperini is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
Limiti
la mia torcia vorrebbe essere un sole
ma è felice di poterlo essere quanto può.
(da "Piste nel deserto" OTMA edizioni)
Limiti by Giacomo Luperini is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.